Salary Guide
Presentato oggi il report sul mercato del lavoro Salary Guide 2026 di Hays Italia.
Nel 2026 quasi 5 lavoratori del settore Life Sciences su 10 disposti a cambiare azienda, per il 60% lo stipendio non è adeguato alle responsabilità. Nella scelta di nuove opportunità contano sempre di più l’ambiente di lavoro e i benefit.
In un mercato del lavoro sempre più dinamico con oltre 7 aziende su 10 nel settore del Life Sciences che prevedono un aumento dell’organico nei prossimi 12 mesi – per i lavoratori si aprono nuove opportunità. Qual è l’effetto di questo scenario? Che aumenta il desiderio di mobilità: quasi 5 dipendenti su 10 del settore si dichiarano pronti a cambiare azienda entro un anno, anche con l’obiettivo di migliorare le proprie condizioni economiche.
La retribuzione resta infatti un tema centrale: la RAL media annuale del Life Sciences è di 70.690 euro, abbastanza superiore alla media nazionale di 56.360 euro, ma più della metà dei lavoratori del settore (60%) la considerano non adeguata alle responsabilità ricoperte. In questo contesto, nella valutazione di nuove opportunità lavorative assumono un peso crescente fattori come l’ambiente di lavoro, il pacchetto di benefit e la possibilità di lavorare su progetti stimolanti, che diventano elementi chiave per rendere attrattiva un’offerta di lavoro.
È la fotografia emersa dal report annuale Hays Salary Guide 2026[1] presentato oggi da HAYS Italia durante un evento dedicato, con l’obiettivo di monitorare i principali trend del mercato del lavoro in Italia per l’anno 2025 e le aspettative per il 2026. L’indagine è stata condotta su un campione di circa milletrecento intervistati tra colletti bianchi e aziende, di diversi settori. A partire da questi dati, è stata poi elaborata una panoramica di approfondimento dedicata al settore Life Sciences, estrapolando le evidenze più rilevanti emerse dall’analisi complessiva. È un segnale chiaro per le imprese: oggi l’attrattività non si gioca solo sul salario, ma su un’offerta complessiva che valorizzi crescita interna, retribuzione e i benefit in modo coerente con le aspettative delle persone.
“Il 2026 non sarà un anno di attesa, ma di scelte strategiche. – commenta Chris Dottie, Managing Director di Hays Italia – In un mercato del lavoro in cui le persone valutano sempre più il pacchetto complessivo — retribuzione, benefit, qualità dell’ambiente e contenuto del ruolo — le aziende devono agire su tre fronti: trasparenza salariale, per prepararsi alla nuova normativa e rafforzare fiducia ed equità; sviluppo delle competenze, per colmare gli skill gap con percorsi chiari di crescita; e Intelligenza Artificiale, da integrare in modo responsabile per aumentare produttività e valore. Allo stesso tempo, diventa essenziale costruire percorsi di crescita chiari e sostenibili, valorizzare correttamente l’impegno richiesto e creare contesti inclusivi e flessibili. Oggi attrarre e trattenere talenti significa investire in persone, competenze e cultura: chi anticipa il cambiamento lo trasforma in un vantaggio competitivo”.
Mobilità e retribuzioni: 48% disposti a cambiare, ma per oltre metà i percorsi di crescita non sono definiti
Guardando al 2026, la mobilità resta un’opzione concreta per una quota rilevante di professionisti del Life Science (48%), un dato superiore a quello nazionale solo di pochi punti percentuali (44%). Questo anche perché, sul fronte dei percorsi di carriera aziendale, per quasi 6 rispondenti su 10 i meccanismi di crescita interna delle aziende di settore risultano ancora poco chiari o poco strutturati: nel 34% le promozioni avvengono ma con criteri non sempre trasparenti, mentre per il 22% dei casi non sono a conoscenza di come vengano gestite le promozioni in azienda.
Sul piano dei livelli retributivi, la RAL media nazionale del settore Life Sciences rilevata è pari a 70.690 euro, considerevolmente superiore alla media nazionale di 56.360 euro. Per esperienza, la retribuzione cresce progressivamente: si parte da 45.400 euro per profili con 2–5 anni di esperienza, si sale a 64.160 euro nella fascia 5–10 anni e si arriva a 104.700 euro oltre i 10 anni.
Ambiente di lavoro, benefit e progetti stimolanti per rendere attrattiva un’offerta di lavoro
Tra i fattori più importanti nella scelta di un nuovo ruolo emerge l’ambiente di lavoro (59%), un elemento che nel Life Sciences risulta prioritario rispetto agli altri settori, seguito da pacchetti benefit (48%), elemento che risulta invece prioritario per tutti gli altri settori, e ruoli o progetti stimolanti (48%). Tra i benefit più frequentemente offerti dalle aziende del settore spiccano i buoni pasto, seguiti da auto aziendale (o indennità auto) e lavoro flessibile, oltre ad assistenza sanitaria e tecnologia per il lavoro mobile.
Competenze: lo skill gap è condiviso, ma lavoratori e aziende non si incontrano ancora
Sul tema competenze emerge un disallineamento tra bisogni percepiti dai professionisti e risposte messe in campo dalle aziende. Il 45% dei lavoratori del settore Life Sciences riconosce di avere competenze utili, ma di avere la necessità di aggiornarsi, trovando però poco supporto dal proprio datore di lavoro. Anche le aziende confermano il gap di competenze: tutte ne hanno riscontrato uno negli ultimi 12 mesi. Per affrontarlo, indicano di offrire principalmente programmi di formazione interna o workshop, insieme a tutoraggio e coaching.
Continua l’aumento di utilizzo di Intelligenza Artificiale: ma serve formazione
L’Intelligenza Artificiale entra sempre più nelle attività quotidiane e viene percepita prevalentemente come una leva di supporto. Tra i professionisti, il 60% dichiara di utilizzarla regolarmente sul lavoro, un dato sensibilmente superiore alla media nazionale del 52%. I vantaggi percepiti sono soprattutto maggiore produttività ed efficienza (72%), supporto nell’analisi dei dati (52%) e creatività/generazione di idee (50%). Un approccio complessivamente positivo che si riflette anche nella disponibilità a formarsi: il 78% sarebbe disposto a partecipare a workshop o corsi di formazione in IA.
[1] Indagine condotta con il metodo survey online sviluppato nel mese di novembre 2025, su un campione di circa 1.300 intervistati tra colletti bianchi (prevalentemente livello intermedio e management) e aziende. Per il focus settoriale sono stati estrapolati i dati di professionisti e aziende afferenti al comparto.







