Cellulite

Cellulite

La pelle a buccia d’arancia è un problema che affligge milioni di donne, indipendentemente dall’età, dal peso e dal luogo in cui si vive. Pensare che sia solo un problema estetico è però riduttivo: vediamo allora perché si forma e cosa possiamo fare per eliminarla

Cellulite: la sola parola fa tremare l’universo femminile, per il quale rappresenta vero e proprio flagello. Considerata, a torto, un difetto estetico, essa è in realtà una patologia che affligge 8 donne su 10, senza distinzioni di età o peso. Malattia femminile per eccellenza, essa si manifesta in maniera più o meno grave a seconda di una certa predisposizione familiare. Il fatto che colpisca esclusivamente il gentil sesso si spiega se si considera che la cellulite è strettamente legata alla produzione di estrogeni, che sono ormoni tipicamente femminili. Proprio per questo motivo essa si presenta solo dopo la pubertà e le sue manifestazioni più acute si hanno quando la loro produzione subisce delle variazioni importanti, come durante l’adolescenza, la gravidanza e dopo la menopausa. Esistono numerosi fattori che ne influenzano la comparsa, ma l’imputato numero uno è certamente lo stile di vita. Il fumo, un’alimentazione sbilanciata, la sedentarietà, lo stress, ma anche il tipo di abbigliamento che portiamo abitualmente, sono in grado di influire in modo determinante sulla comparsa dell’odioso disturbo. Non c’è niente di meglio infatti di jeans attillati e tacchi a spillo infatti per favorire il ristagno dei liquidi e quindi la formazione della cellulite. Prevenirla e curarla è però possibile: vediamo come.

CHE COS’E’
La cellulite è rappresentata da cellule non adipose che si infarciscono di grasso. La sua formazione è legata a un danno a livello delle vene, che per qualche motivo (costituzionale o comportamentale) subiscono un danno, perdendo la maturale tonicità ed elasticità. Questo comporta un rallentamento del flusso sanguigno  che si manifesta in maniera più importante negli arti inferiori. La conseguenza più immediata è un ristagno dei fluidi poiché viene meno l’efficienza di scambio del sistema capillare, che non è più in grado di nutrire adeguatamente i tessuti circostanti. A lungo andare il tessuto sottostante si infiamma, in particolare quello adiposo e si forma così del tessuto fibroso, per la precisione un pannicolo fibro edematoso, meglio noto come cellulite.
A questo punto siamo al primo stadio: per compensare la ridotta disponibilità di nutrienti le cellule reagiscono aumentando la permeabilità della membrana. Questa cosa però alla fine risulta deleteria per la cellula adiposa, poiché essa diventa sempre più fragile, fino a rompersi, determinando così la fuoriuscita dei suoi componenti all’esterno. In particolare il grasso va a infiltrarsi in aree sempre più estese, dando origine alla famosa “pelle a buccia d’arancia”. In seguito l’edema persistente fa sì che il collagene si trasformi, producendo tessuto fibroso in eccesso. Le conseguenza più evidenti sono la formazione di un tessuto adiposo più pastoso e duro, che ovviamente non facilita la circolazione e gli scambi, ma determina anzi crampi e formicolii nelle zone interessate.
Questa situazione è reversibile: agendo infatti sulle cause che l’hanno provocata e rimuovendole (ad esempio con dei massaggi o facendo ginnastica) la cellulite al primo stadio può migliorare notevolmente.
Se però la situazione peggiora, si arriva al secondo stadio. L’organismo reagisce a questo fenomeno cercando di contenerlo. Si crea infatti un nuovo strato di cellulite per incapsulare il primo tramite la produzione di nuove fibre di collagene su cui di andrà a depositare e infiltrare altro grasso.
Se non si interviene, le cose possono progredire ulteriormente, con la formazione di noduli fibrosi estremamente dolorosi e duri al tatto che diventano via via più grandi. E’ possibile arrivare fino al quarto stadio, nel quale, oltre ad avere un netto peggioramento della situazione, si ha l’aggiunta di un’insufficienza circolatoria.

COME DIAGNOSTICARLA
Per poter contrastare efficacemente la cellulite, la diagnosi precoce è senz’altro lo strumento più importante. Più presto si interviene infatti, migliori saranno i risultati. Il problema è che quando questo problema diventa visibile ad occhio nudo la situazione è già peggiorata.
E’ importante precisare che la cellulite è ben differente dai cuscinetti di grasso, che hanno forma regolare e morbida, e bisogna quindi fare attenzione a non scambiare una cosa per l’altra. In seconda analisi è sempre bene farsi vedere da un dottore, che oltre  a stabilire il grado di cellulite ci farà fare una serie di analisi per stabilirne le cause e dare così una dieta mirata.
La presenza di cellulite comporta comunque una cattiva irrorazione dei tessuti, che si presenteranno quindi più freddi rispetto ad altre parti del corpo.
Fatto salvo che quindi debba essere il medico a dirci come meglio comportarci, esistono delle semplici regole che, se rispettate, portano notevoli miglioramenti.


COME COMBATTERLA

Innanzitutto bisogna incominciare dalla tavola: un’alimentazione corretta fa in modo che i gonfiori siano minimi, così come la cellulite e la pesantezza alle gambe. La stipsi e la ritenzione idrica, infatti, sono uno tra i sintomi principali di un’alimentazione scorretta e di una scarsa attività fisica.
E’ quindi importante che l’alimentazione sia il più possibile varia ed equilibrata, prevedendo 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, carne e pesce nelle giuste dosi, pasta, riso e pochi grassi saturi. Non dovrebbe essere sbilanciata nemmeno dal punto di vista delle calorie, poiché il sovrappeso è uno dei maggiori nemici della circolazione.
E’ importante inoltre assumere poco sodio, maggior responsabile della ritenzione idrica e per questo motivo bisognerebbe limitare il consumo di insaccati e in generale di cibi salati, eliminando, se possibile, il sale aggiunto. Per aiutare poi il corpo a depurarsi, bere molto, fino a 3 litri al giorno nella stagione calda, è l’arma migliore.
Particolare attenzione a questo proposito, va riservata al tipo di acqua che si beve. Va data ovviamente la preferenza a quelle povere di sodio, ma, in generale, si dovrebbe dare la preferenza alle acqua oligominerali, che stimolano la diuresi e quindi facilitano gli scambi e l’eliminazione dei liquidi in eccesso.

COSA MANGIARE E COME
Il problema del sodio non è così semplice come sembra. In effetti non è solo un problema di acqua o sale aggiunto, poiché la nostra cucina particolarmente saporita prevede che il sale sia aggiunto un po’ dovunque. Ecco allora qualche accorgimento per limitarne l’introduzione.
Innanzitutto per quanto riguarda la pasta o il riso, è consigliabile aggiungere il sale nell’acqua di cottura piuttosto che sul piatto pronto. Le cotture semplici inoltre tolgono meno sapore ai piatti e sono da preferirsi e, dove possibile, ricordiamoci che gli aromi conferiscono sapore e rendono necessario meno sale. Ai nostri piatti possiamo quindi aggiungere erba cipollina, rosmarino, salvia e via discorrendo, in modo da insaporire senza grosse aggiunte.
Per contrastare l’odiosa cellulite inoltre bisognerebbe consumare cibo fresco, privo di additivi, prediligendo le preparazioni che lascino intatto il patrimonio vitaminico ed evitare le bevande alcoliche, il caffè, il cioccolato e ovviamente non si dovrebbe fumare.
Prediligendo frutta e verdura inoltre, oltre ad apportare ovviamente più vitamine e sali minerali, in particolare il potassio, in grado di contrastare il sodio, introduciamo anche più fibra, indispensabile per stimolare la motilità intestinale e favorire così l’eliminazione delle scorie.
Per favorire l’elasticità dei vasi sanguigni inoltre, risultano molto indicati i mirtilli, ricchi di antociani e flavonoidi che rappresentano dei veri e propri alleati della microcircolazione. Anche gli altri frutti di bosco sono utili, ma i mirtilli rappresentano davvero il non plus ultra.
E’ indicata inoltre tutta la frutta particolarmente ricca di acqua, come l’anguria, il melone e le fragole, e tutta quella ricca di potassio, quale l’ananas, l’albicocca o la ciliegia.
Ci sono poi dei farmaci, come ad esempio la pillola anticoncezionale o il cortisone, che spingono molto la ritenzione idrica e per questo motivo quando li si assume bisogna fare particolare attenzione alla dieta e al movimento, in modo da minimizzare i danni.

CE LA  POSSIAMO FARE
Seguendo quindi qualche piccola precauzione alimentare e lavorando con impegno sullo stile di vita, siamo dunque in grado di combattere quello che appare come un in estetismo ma che i realtà è una vera e propria richiesta d’aiuto da parte delle nostre vene. Non trascuriamola quindi con la scusa che tanto ce l’hanno tutte, ma facciamo in modo di combatterla per regalare così al nostro corpo molti anni di salute e benessere. Non trascuriamo infine di rivolgerci sempre ad uno specialista per qualche consiglio in più.

Gli amici della cellulite
-    I tacchi alti
-    Gli abiti attillati
-    La sedentarietà
-    Il sovrappeso
-    Il sale
-    Un’alimentazione sbilanciata
 
Cosa fare per combatterla
-    ridurre il sale e gli alimenti che lo contengono
-    fare ginnastica
-    bere molto
-    mangiare molta frutta e verdura
-    non fumare
-    non bere bevande alcoliche
-    avere una dieta bilanciata in termini di nutrienti e calorie

 

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